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Friarelli storia e curiosità

Friarelli storia e curiosità

Quali sono le origini dei friarielli? Storia e curiosità su questo famoso ortaggio tipico della cultura campana e in particolare di quella napoletana. Dallo scarto delle pietanze ad un prelibato ingrediente alla portata di tutti. Buona lettura!

I friarelli napoletani

Contorno di gustosi piatti di carne o fritti in padella con aglio e peperoncini, i friarelli rappresentano una delle pietanze fondamentali su ogni tavola napoletana. Utilizzati anche al di fuori dei confini campani i friarielli sono uno degli ingredienti più semplici e allo stesso tempo più ricercati della tradizione culinaria napoletana. Ma la loro storia parte da lontano, dai tempi degli angioni che hanno introdotto per la prima volta questa pietanza, in seguito trasmessa di generazione in generazione radicandosi nelle usanze e nell’anima più popolare della città. Il loro nome ha delle origini incerte. La spiegazione che va per la maggiore vuole che il loro nome derivi dallo spagnolo “ frio grelos” che si suole utilizzare per identificare i broccoli invernali. Mentre per un'altra corrente di pensiero il nome deriva dalla sua usanza di “friggerli” in padella con aglio e olio. La diatriba è ancora aperta… ma andiamo a scoprire la storia dei friarelli.

Friarelli storia e curiosità

I friarelli come molti altri piatti della cucina campana ha un’origine umile. Le sue origini risalgono all’epoca di Alfonso il Magnanino (XV secolo) quando la capitale di Europa viene spostata da Barcellona a Napoli. In questo contesto la storia del friariello si intreccia con quello delle zandraglie, termine spagnolo utilizzato all’epoca per indicare le donne del volgo. Queste ultime si recavano nella cucina dei nobili dove i cuochi regalavano gli avanzi e gli scarti. Ed è proprio in questo modo che iniziò ad arrivare sulle tavole del popolo napoletano il friarello, scarto per i ricchi ma piatto principale per i più poveri. Piatto povero, considerato dai ricchi addirittura di scarto, nel giro di qualche secolo è diventato uno dei contorni più ricercato nella cucina napoletana.

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